Neonato piange: ecco i motivi del pianto e cosa fare

Neonato piange: ecco i motivi del pianto e cosa fare

Il pianto del neonato è la forma di comunicazione che ha nei primi giorni di vita per richiamare l’attenzione di mamma e papà e chiedere loro cibo, aiuto, protezione e conforto.

Cosa bisogna fare per comprendere al meglio il pianto del neonato?

Ecco le indicazioni dell’Ospedale Bambino Gesù.

Bisognerebbe intanto cercare di evitare l’intervento immediato, così da potersi prendere qualche istante per capire le motivazioni del pianto.

L’istinto è quello di tamponare subito il pianto con il ciuccio, ma il neonato deve sviluppare la sua voce per esprimersi e comunicare.

I motivi del pianto possono essere diversi e con l’esperienza e l’attenzione i genitori li capiscono.

Il neonato può piangere perché ha fame, ha caldo o freddo, perché ha il pannolino sporco o sente dolore, ma anche perché è infastidito o innervosito da rumori o dallo stato d’animo di chi lo circonda.

Ecco alcune caratteristiche dei diversi tipi di pianto:

il pianto da fame inizia con un’intensità bassa per poi diventare forte e ritmico

il pianto da dolore è forte fin da subito, si prolunga a lungo con brevi pause, singhiozzi e inspirazioni

il pianto da collera è simile a quello da fame, ma con tono minore e con intensità costante

Normalmente non bisogna preoccuparsi per il pianto del neonato, solo se piange forte e a lungo senza apparente motivo allora è meglio contattare il pediatra per individuarne le cause.

Tra la seconda e la terza settimana compare solitamente il pianto causato dalle coliche gassose.

Questo tipo di pianto che non cessa neanche se il bambino viene coccolato è incessante e si ripete solitamente agli stessi orari di pomeriggio e sera.

Solitamente il neonato con le coliche, oltre a piangere, agita le braccia e le gambe e inarca la schiena.

Quello che si può fare è massaggiare delicatamente il pancino tenendo il bambino in posizione prona sull’avambraccio.

Se si allatta il neonato al seno, si potrebbe rivalutare la posizione tenuta durante la poppata per ridurre la quantità di aria ingerita e togliere dalla dieta della mamma alimenti quali il latte di mucca e i suoi derivati.

Le coliche gassose comunque, in genere, si esauriscono terminato il primo trimestre di vita.

Qualora il motivo del pianto non fosse uno di quelli elencati, allora il neonato ha bisogno di sentire maggiormente la presenza del genitore.

In questo caso non bisogna aver paura di viziarlo standogli più vicino con il contatto fisico e successivamente attraverso la vista e l’ascolto della voce della mamma e del papà.

Per i pianti difficili da interpretare si possono incoraggiare i bambini a calmarsi da soli sfruttando il loro sistema interno di auto-consolazione.

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